Tradurre un sito web non significa copiare il testo in un file e restituirlo in un’altra lingua. Un sito contiene pagine, menu, titoli SEO, meta description, CTA, moduli, URL, testi brevi, messaggi di errore, contenuti nascosti nel CMS e spesso immagini con testo incorporato. Se questi elementi non vengono gestiti insieme, la versione tradotta può risultare corretta nelle frasi ma debole per utenti, motori di ricerca e conversione.
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Prima di iniziare: mappa delle pagine e contenuti reali
Il primo passo è sapere che cosa va tradotto. In molti siti non bastano le pagine principali. Ci sono footer, pagine legali, moduli di contatto, thank you page, categorie, filtri, schede prodotto, banner, elementi del menu, microcopy e contenuti dentro componenti riutilizzabili. Se la lista non è chiara, il preventivo rischia di escludere parti necessarie.

Per questo conviene preparare una mappa delle URL, un export dal CMS o un file strutturato con tutti i campi. Se il sito è in WordPress, Shopify, Webflow, Prestashop, Magento, Astro o un altro sistema, il metodo di esportazione cambia. A volte si lavora su file CSV, JSON, XLIFF, HTML o documenti organizzati per pagina. In altri casi il cliente preferisce ricevere testo in Word o Excel e caricarlo internamente.
La pagina sulla traduzione di siti web spiega il servizio commerciale. Questa guida si concentra invece sui passaggi pratici da controllare prima dell’avvio.
SEO, metadati e intenzione di ricerca
Una traduzione web utile non deve solo essere corretta. Deve funzionare nel mercato di destinazione. Il titolo di una pagina può richiedere un adattamento, non una resa letterale. Una keyword naturale in italiano può non avere lo stesso peso in inglese, spagnolo, francese o tedesco. Anche le domande degli utenti cambiano: un cliente può cercare un servizio con una formula commerciale, un altro con una categoria tecnica o amministrativa.

Per questo, nei progetti con obiettivo organico, conviene collegare la traduzione alle traduzioni SEO e GEO. Il lavoro può includere title, meta description, H1, sottotitoli, anchor text, FAQ, snippet, contenuti citabili e terminologia coerente. Non significa riempire la pagina di parole chiave: significa mantenere la struttura semantica del sito nella lingua di arrivo.
Anche gli URL vanno decisi con criterio. In alcuni progetti si traducono gli slug; in altri si mantengono per ragioni tecniche o di migrazione. Qualunque sia la scelta, deve essere coerente con canonical, hreflang, sitemap e reindirizzamenti. Un errore tecnico può creare duplicati, pagine non indicizzate o versioni linguistiche scollegate.
CMS, formato e controllo dei tag
Quando si traduce un sito, il formato di lavoro è decisivo. Un testo copiato male da una pagina può perdere link, grassetti, shortcode, variabili o tag. Un file HTML richiede attenzione a elementi che non devono essere tradotti, come classi, attributi, placeholder tecnici o parti di codice. Un export XLIFF o CSV può contenere campi con limiti di caratteri o stringhe isolate che perdono contesto.

Per siti complessi conviene indicare fin dall’inizio quali elementi sono traducibili e quali no. Pulsanti, label di form, messaggi automatici, filtri e menu brevi richiedono spesso più attenzione di un paragrafo lungo. Una parola troppo lunga può rompere il layout di un bottone. Una CTA tradotta letteralmente può perdere forza commerciale. Una voce di menu può sembrare corretta, ma non essere la forma usata dagli utenti locali.
Dopo la traduzione, la revisione nel contesto è utile. Vedere il testo dentro la pagina permette di controllare titoli troppo lunghi, accenti, apostrofi, link, accordi, maiuscole, spazi e coerenza tra sezioni. Se il sito è destinato alla pubblicazione esterna, questa fase riduce errori visibili.
Localizzazione, tono e contenuti da non tradurre alla lettera
Alcune parti del sito vanno tradotte in modo abbastanza fedele. Altre richiedono localizzazione. Un claim, una pagina “chi siamo”, una descrizione di servizio o una FAQ possono avere bisogno di una formulazione diversa per suonare naturali. Lo stesso vale per esempi, riferimenti geografici, valute, unità di misura, orari, moduli e documenti citati.
La localizzazione software segue logiche simili quando il contenuto è dentro un’interfaccia. La differenza è che un sito marketing o corporate deve parlare anche al lettore, non solo al sistema. Bisogna mantenere identità del marchio, leggibilità, percorso di conversione e coerenza con le pagine già esistenti.
Per e-commerce, la questione diventa ancora più concreta. Schede prodotto, categorie, taglie, condizioni di vendita, email transazionali e contenuti post-acquisto possono incidere direttamente su fiducia e conversione. In questi casi può essere utile collegare la traduzione alla traduzione e-commerce.
Cosa inviare per un preventivo
Per valutare un sito web servono URL, lingue richieste, volume stimato, formato di esportazione, CMS, obiettivo del progetto e scadenza. Se esistono keyword, linee guida SEO, tone of voice, glossari o pagine già tradotte, è meglio condividerli all’inizio. Per siti in migrazione, servono anche informazioni su struttura, canonical, hreflang e redirect previsti.
Il preventivo può riguardare solo traduzione, traduzione con revisione, localizzazione SEO, controllo dei file, caricamento assistito o verifica finale dopo la pubblicazione. La scelta dipende da chi gestisce il CMS e da quanta responsabilità vuoi affidare al fornitore linguistico.
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Domande frequenti
È meglio tradurre direttamente nel CMS o lavorare su file esportati?
Dipende dal sito. Per progetti piccoli può bastare lavorare nel CMS o su un file semplice. Per siti medi o grandi è più sicuro usare export strutturati, così si controllano campi, versioni, metadati e contenuti senza copiare manualmente ogni pagina.
Devo tradurre anche title e meta description?
Sì, se la versione tradotta deve posizionarsi o essere condivisa correttamente. Title e meta description non dovrebbero essere tradotti alla lettera: devono rispettare lingua, intenzione di ricerca e limiti pratici dello snippet.
Che cosa succede con link e URL?
I link interni vanno controllati nella versione linguistica corretta. Gli URL possono essere tradotti o mantenuti, ma la scelta deve essere coerente con architettura, canonical, hreflang e sitemap. Non conviene decidere gli slug pagina per pagina senza criterio.
Le immagini con testo vanno tradotte?
Sì, se il testo nell’immagine è rilevante per l’utente. Banner, infografiche, screenshot o grafiche commerciali possono richiedere traduzione separata e sostituzione dell’immagine o del file sorgente.
LinguaVox può tradurre siti con contenuti SEO?
Sì. Possiamo lavorare su contenuti web, metadati, pagine di servizio, e-commerce e testi SEO/GEO. Per un preventivo preciso servono URL, esportazione dei contenuti, lingue, obiettivi e istruzioni tecniche.
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ISO 17100
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